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LA BUONA TERRA. MOGLIE E BUOI DEI PAESI TUOI.

Ultimamente ho iniziato ad esitare nello scrivere le recensioni dei libri per paura di non scrivere mai abbastanza, di non essere abbastanza accattivante o brillante, principalmente di non riuscire a comunicare quello che vorrei quando finisco di leggere un libro.. una sorta di ansia da prestazione. Presentazione, ovviamente, da lettrice-scrivente (scrittrice mi sembra fin troppo altisonante): e così facendo ho preso la strada più semplice, e forse quella un po’ codarda, ho iniziato semplicemente a non scrivere più. Ultimamente mi capita questa cosa: per non deluder(mi?!), mi fermo e resto ferma nel timore di agire. Ma poi ferma non ci so stare e allora tendo ad esplodere.
E invece no, meglio non esplodere ma affrontare i miei timori poco alla volta perché se mi affronto, invece che marmorizzarmi, ho scoperto che poi queste mie preoccupazioni non sono così ingestibili. È spesso solo una questione di prospettiva e misura. E così il mio proposito per l’anno scolastico 2019/2020, anche se è un po’ presto per ufficializzarlo, sarà proprio questo: sforzarmi e scrivere. Sforzarmi di affrontarmi invece che marmorizzarmi. E scrivere: anche due righe, proprio come facevo all’inizio, quando La Bionda Che Legge non esisteva ancora, ma c’era solo una bionda che leggeva e si divertiva a commentare su Facebook con qualche frase i libri che finiva di leggere. Così, spontaneamente.

 

Però, quanto siamo bravissimi, come dice il buon Cesare, a complicarci le cose come enormi cruciverba, eh?! Sia nelle questioni più importanti, come i rapporti con gli altri esseri umani, che quelle forse più semplici, come scrivere la recensione di un libro. E invece no, bando alle complicazioni e ai mal di testa, e un ben venuto alla semplificazione! Quindi eccoci qui: recensione veloce di libro. Di libro mediocre. Anche per questo la recensione sarà veloce.
Ho scelto La Buona Terra perché cercavo di fare quello che ho sempre ammirato in alcuni viaggiatori-lettori: leggere un libro ambientato nel paese che stavano visitando per capirlo meglio e godersi di più il viaggio. E così ho iniziato a fare un po’ di ricerca e ho trovato questo libro che mi sembrava un buon mix tra narrativa e romanzo storico. Ho sempre un debole per i romanzi storici, non scordatevelo. E mi è sembrata una Buona Idea questa Buona Terra.
La verità invece è che è una qualsiasi storia di un contadino: la sua vita, la sua ascesa, le sue cadute e le risalite, la sua famiglia, le sfide e le difficoltà, i vizi e le virtù, e anche i successi e soddisfazioni. Tutto sempre incentrato e concentrato sulla sua unica e vera ossessione: la terra. Insomma, un frullato di quello che poteva però essere la storia di un qualsiasi contadino (di successo) dell’Aspromonte o ucraino. Niente di più nè di meno, sicuramente non una full immersion nell’antichissima cultura cinese.
Ho trovato piacevole come, in alcuni passaggi, ci siano stati accenni alla cultura dell’epoca (epoca per altro non meglio definita), mentalità, abitudini, usanze e rituali. Ma è stato proprio un accenno e la motivazione per cui ho deciso di leggere il libro non può certo essere affrontata in un accenno. Il racconto non è stato sicuramente avvincente, non ci si è addentrati troppo nella psicologia del protagonista, dei personaggio o dell’intreccio in generale, e questo ha fatto sì che il libro fosse un susseguirsi di eventi senza troppo mordente.
Sconsiglio di leggere La Buona Terra, il mondo è pieno di libri per scegliere questo a discapito di altri, anche se non nego che è stato uno scorrevole, per quanto insipido, compagno di viaggio in questo inizio di avventura cinese. Ipse dixit La Bionda Che Legge.

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