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FOLLIA. LE POSSIBILITA’.

Passano gli anni e la certezza di aver intrapreso la carriera giusta ogni tanto vacilla. Non mi fraintendete, non discuto la soddisfazione che ho nella mia vita professionale, quanto più le possibili altre carriere che avrei potuto – o potrei – intraprendere con altrettanto successo, cavalcando i miei talenti e le mie passioni. Chi mi conosce continua a propormi una lista di lavori alternativi al mio che vorticano tra organizzatrice di viaggi, critica culinaria fino ad arrivare alla life-coach e/o motivatrice. E sì, è sempre più gettonata anche l’opzione bookblogger. Passano gli anni e a queste fantasie reagisco sempre sorridendo con un: “Vedremo!”.

In un momento storico in cui siamo ossessionati dal lavoro a tempo indeterminato, carriera, successo, mutuo e famiglia, ci ritroviamo una generazione di quarantenni con crolli nervosi o crisi di mezza età che esplodono fuggendo dalle responsabilità, abbandonano tutto per aprirsi chiringuiti a Bali o scuole di surf in Portogallo. E allora dico: meglio coltivare passioni che arricchiscano la nostra vita un po’ tutti i giorni invece che esaurirci tra pressioni sociali, stili di vita che purtroppo non ci possiamo permettere e l’invidia della vita instagrammata altrui, no!? Perché la verità è che è sempre più facile (e felice!) pensare a come si starebbe meglio in un’altra vita, a fare altro, nascondendosi in fantasie possibiliste, mentre sto capendo sempre di più che il vero successo è essere soddisfatti del proprio presente e plasmarlo come ci fa stare meglio. Essere presenti (felici e contenti) nel e del “qui e ora”. Vi starete chiedendo: “Ma cosa diavolo centra tutto questo pippone con Follia!?” Centra, eccome se centra..

Follia è un libro pazzesco e tutti dovrebbero leggerlo. È un racconto da leggere, immedesimarcisi, assimilare e accettarlo, rendendolo nostro. Perché parla ad una parte di sé che è presente in ciascuno di noi. Parla alla parte più nascosta, quella che ci vergogniamo a raccontare ma che vive in noi, in tutti noi; abita latente in un cassetto segreto del nostro essere e che alle volte ci ha fatto pensare di essere matti, che almeno una volta ci ha fatto dire che non siamo normali. Ma come una cara amica mi ha insegnato anni fa, “normale” non esiste. Perché credo (spero?) che sia capitato a tutti, almeno una volta, di essere finiti in un vicolo cieco di sé stessi: attanagliati dall’ossessione per una cosa, un’idea, una paura, una persona. Incastrati inesorabilmente nel labirinto della nostra mente che si è aggrappata a un pensiero o a una fantasia e in essa ha fatto crescere profonde radici che col tempo sono diventate una maglia soffocante, un intreccio nodoso dal quale non ci si riusciva a muovere né ad uscire e nel quale non entrava aria. A tutti credo (spero!) sia capitato di impazzire in quell’ossessione, rintronante, così tanto martellante da sfiorare la follia: un groviglio di pensieri su pensieri, costanti, incessanti. Uno specchio di passività e staticità, delle sabbie mobili che improvvisamente però prendono vita in un tornado di decisioni istintive, repentine ma lucidamente vissute (o così credute) e follemente pianificate al dettaglio, machiavelliche e senza senso. Azioni che ci hanno fatto sprofondare nel profondo dell’ossessione restando in realtà nell’immobilità più assoluta, sguazzando nel nostro impazzimento e frustrazione, per poi farci tornare punto e a capo, dove tutto era iniziato. Ecco tutto questo è da dove ha origine Follia.

Follia racconta una storia folle. Di una frustrazione folle, una passione folle, soprattutto un’ossessione folle, un tradimento folle, una folle idea di libertà e l’ancor più folle bisogno di essa, una gelosia folle, un egoismo folle. Una violenza folle. La solitudine di tutti i personaggi del libro che, invece che folle, forse è più giusto definire profonda e devastante. Il tutto però raccontato con un distacco, un cinismo ed una freddezza tale da rendere accettabile il racconto, facendo addirittura sembrare possibile l’immedesimazione. La voce narrante dello psichiatra, Peter, e soprattutto l’incredibile ritmo narrativo, sono stati capaci di battere il tempo degli stati emotivi dell’intreccio con una maestria sconvolgente. Un libro complesso che parte intrigante, veloce, accattivante, proprio come la presentazione dei personaggi; poi il ritmo si alza e così anche il battito del cuore: il desiderio, sia quello sessuale ma soprattutto quello smanioso di una libertà assoluta, una ribellione pulsante e inarrestabile. Poi la parte di follia pura dei protagonisti, pagine e pagine costruite intorno ad un costante senso di angoscia, paura, ansia che descrivono perfettamente lo stato d’animo dei personaggi. E infine l’abisso, il buio, la noia; così McGrath riesce impeccabilmente a trasmettere la depressione profondissima di Stella e a chiudere il libro con un epilogo che ho trovato a dir poco perfetto nella sua prevedibilità.

Follia è un libro che mi ha ricordato l’importanza di vivere il presente, nel presente e per il presente. Mi ha fatto vedere cosa succede quando si è vittima di sé stessi e della propria passività, delle proprie ossessioni. Mi ha ricordato quanto sia difficile ma doveroso sbrogliare i nodi e uscire dalle sabbie mobili della nostra mente per prendere in mano le nostre vite, senza fantasticare nelle possibilità ma vivendo e godendosi il presente, esattamente com’è. Normale non esiste e lo stare nel presente è il successo più grande. A meno che non diventi una BiondaCheLegge di fama mondiale, quella allora è tutta un’altra storia!

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