LA VARIANTE DI LUNEBURG. STRATEGIA DI RAPIMENTO E STUPORE.
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LA VARIANTE DI LÜNEBURG. STRATEGIA DI RAPIMENTO E STUPORE.

Non vi immaginate quante persone in questo periodo mi stiano dicendo: “Ecco, sono finite le vacanze e con loro anche il periodo dell’anno in cui riesco a leggere.” Nella recensione scorsa vi ho svelato il primo dei miei “trucchi” per leggere “tanto”, questa volta mi piacerebbe sfruttare La Variante di Lüneburg per raccontarvi, oltre che delle mie impressioni sul libro, un’altra strategia furbetta per continuare a leggere anche durante i prossimi mesi. Perché sì, secondo me la soluzione, come per tante cose nella vita, è bilanciare strategia e istinto. C’è una strategia per tutto, anche per fare quello che non ci va, anche per fare quello che ci sembra impossibile: andare in palestra un freddo e buio pomeriggio di novembre, fare il cambio degli armadi quando c’è l’autunno che incombe, affrontare con il sorriso sulle labbra i primi giorni di lavoro dopo tante settimane di vacanza. E anche per leggere libri tutto l’anno.

Inutile ripetervi quanto ami i libri voluminosi, quelli con tante pagine, quelli in cui posso abbandonarmi nell’intreccio e farmi completamente assorbire dalla trama – sperando che la storia sia bella altrimenti mi dovrò sorbire centinaia e centinaia di pagine di un racconto palloso, e quello sì che è un problema. Amo i libri prolissi, come me, e quelli storici, ancora meglio se sono saghe familiari che attraversano i secoli. Tutto quello che serve per rapirmi. Rapirmi e stupirmi, ecco quello che ambisco in un libro. In un uomo. In un lavoro. In uno sport. E quindi credo in generale nella vita. La Variante di Lüneburg è proprio questo: rapimento e stupore.

Ma La Variante di Lüneburg non è un libro lungo. E nonostante questo ho scelto di leggerlo comunque, sì ogni tanto amo stupirmi da sola! E alla fine è stato proprio questo uno degli aspetti che mi ha colpito di più: la capacità di Paolo Maurensig, autore del libro, di essere in grado di attrarre completamente la mia attenzione fin dal primo paragrafo e di rendere efficiente tutte le 160 pagine del libro. Con poche pagine a disposizione la pressione può essere alta e le probabilità di fallimento elevate: riuscire a conquistarmi in una ventina di pagine è una sfida. Come strappare un bacio a una ragazza diffidente dopo solo un caffè o essere assunti dopo un colloquio di un quarto d’ora. Difficile ma non impossibile, ma se sei un bravo scrittore, come Maurensig, questo sfida è già vinta in partenza. Perché la storia intriga immediatamente e fin da subito il lettore non riesce a non essere stregato da questo racconto che, udite udite, gira intorno agli scacchi.

Come quando ho letto Open di Agassi (e J.R. Moehringer): non solo ero inesorabilmente rapita dal ritmo del racconto ma ero anche assolutamente stupida da come uno sport come il tennis, che fino a quel momento non mi aveva mai interessato, riuscisse ad essere così appassionante anche per una bionda come me. Così ne La Variante di Lüneburg gli scacchi sembrano affascinanti e gli scacchisti quasi seducenti. Le magie di un bravo narratore come Maurensig che riesce a fare un’apertura da urlo (apertura col morto), attacca romanzando la vita del fascinoso protagonista, per poi contro-attaccare scoprendo poco alla volta la sua seconda faccia (o la vita precedente). La prima metà del libro entusiasma senza lasciare tregua. La seconda metà invece, stupisce. Perché sposta il racconto nei campi di concentramento nazisti e non credevo che dopo tanti libri ambientati nei lager nazisti, riuscissi ancora a restare colpita da quel pezzo di storia.

Ovviamente io questo libro lo consiglio: ben scritto, ben pensato, ben raccontato. Facile ma non banale, intelligente senza essere presuntuoso, veloce ma non frettoloso. Un libro da sottolineare perché fa riflettere. Un titolo da avere nella propria libreria di casa e da regalare a un amico. Magari per Natale (perché tra 18 Martedì è Natale!) e magari proprio a quell’amico che si ripromette di leggere anche durante l’anno e non solo in estate. Ed ecco la strategia che vi suggerisco: scegliete libri avvincenti ma soprattutto leggete quelli più corti: datevi una chance! Perché frustrarsi con racconti da 400 pagine quando durante l’anno ci si deve barcamenare tra il lavoro, Netflix, sciarpa e cappello, la palestra, gli amici, quello che mi ha chiesto di uscire ma non chiama, i weekend in montagna e le domeniche “pizza&cinema”. Siate felicemente onesti e datevi degli obbiettivi sfidanti (leggere d’inverno) ma raggiungibili, ammettendo a voi stessi che non siete più spiaggiati su un lettino a Patmos e non avete intere giornate da dedicare alla lettura. Siate strategici: leggete e basta.

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