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ALL’OMBRA DI JULIUS. RAFFINATO.

Sono una ragazza fortunata, sempre stata. E nonostante alcune vicissitudini che la vita mi ha proposto, continuo a ritenermi una ragazza molto fortunata. Credo anche che la fortuna stia negli occhi di chi guarda e nel mio caso, gli occhioni ottimisti da cerbiatta che mi ritrovo vedono sempre i bicchieri pieni, i lati luccicanti delle medaglie, sempre opportunità e difficilmente problemi, e dire che non ho mai letto niente di Osho o del Dalai Lama. Forse dovrei!

E sono stata fortunata anche con All’Ombra di Julius. Sono stata fortunata nell’aver avuto un’amica che per mesi mi ha sponsorizzato Elizabeth Jane Howard come validissima autrice de “La Saga dei Cazalet”; ho avuto fortuna nel trovare un incastro giusto e poterlo leggere tutto d’un fiato: infatti l’ho iniziato durante un weekend lungo al mare e finito durante un viaggio di lavoro in una soleggiatissima Londra – Londra e la sua campagna che sono, per altro, l’ambientazione della storia. Così ho avuto tempo per entrare nel racconto, calarmi nel contesto, conoscere i personaggi e affezionarmi alle loro storie, soprattutto ho avuto il modo di farmi assuefare dall’eleganza capace dell’autrice che si è rivelata una bravissima scrittrice. Sì, sono stata davvero fortunata!

All’Ombra di Julius è un bel libro, che prende senza ingombrare, parte in sordina ma poco alla volta si insinua nella testa del lettore in modo sottile senza urlare, sempre elegante. Crea con grazia una sottile dipendenza in chi legge e ora della prima metà del libro (servono la prima cinquantina di pagine per far partire la lettura) la storia ti ha inspiegabilmente rapito senza neanche che te ne accorgessi. È un libro delicato, con tanti personaggi, quasi un racconto corale, che attraverso i suoi protagonisti vuole raccontarci, credo, della solitudine e di come affrontarla, di come combatterla, di come stare insieme agli altri. Ricorda una sceneggiatura alla Ozpetek, con tanti personaggi dalle personalità spiccate, caratteri precisi e storie passate che li hanno segnati, plasmati e definiti. Personaggi tondi, tutti rilevanti ai fini della storia, che portano tutti un punto di vista puntuale ma diverso tra loro e ne arricchiscono la narrazione creando il senso ultimo del racconto.

All’Ombra di Julius è un libro a cui ho fatto mille orecchie, mi sono segnata mille frasi, ho riletto diversi passaggi. All’Ombra di Julius è un respiro bisbigliato all’orecchio: frasi dolcissime, frasi ironiche, frasi scomode, frasi illuminanti. All’Ombra di Julius è una ricerca, personaggi soli ma consapevoli, che si conoscono e cercano nel mondo come combattere la loro solitudine, come affrontare la paura di essere soli, e anche come trovare il compagno di vita giusto per sé. Tutto succede in un weekend, tutto viene creato, distrutto e ricreato in quei tre giorni. Ma il racconto narra di una vita passata, persone del passato che sono cresciute o non ci sono più, irrisolti presenti ma soprattutto grandi assenti, con ancora la loro rilevanza e influenza su chi è rimasto; è il racconto di come le storie di tutti i personaggi si intrecciano fino ad arrivare a quel weekend, a come la vita ha lavorato fino a quel momento in modo tale da farci diventare, noi lettori, degli osservatori consapevoli del passato mentre il presente della storia ci scorre tra le righe davanti agli occhi.

All’Ombra di Julius è un libro da leggere, che non stra-raccomando ma che suggerisco; una bella lettura caratterizzata dalla raffinatezza della scrittrice. Eleganza ed intelligenza, ecco cosa mi ha colpito del libro ed ecco perché forse è arrivato il momento fatidico di iniziare a leggere, sempre della Howard, La Saga dei Cazalet.

“C’è un gabbiano là fuori. Posato su un ramo di un pero”.

Emma lo raggiunse.

“È proprio lui. È sempre lì”.

“Anch’io mi sentivo così”, disse Dan. “Non sapevo come riempire il tempo. Fino a quando non ti ho incontrata.”

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