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CHIAMAMI COL TUO NOME. INCANTO ESTIVO.

So cosa state facendo: c’è chi sta ancora decidendo dove andrà in vacanza, chi sceglie cosa portare in valigia e cosa lasciare a casa; chi sta facendo l’elenco delle cose che gli mancano da comprare – c’è sempre un buon motivo per fare shopping! – e chi è su Google per scoprire le mete da non perdere o i ristoranti in cui cenare una volta arrivati. State guardando il meteo, controllando il saldo del vostro conto corrente, chiedendo agli amici dove andranno loro in vacanza. Alcuni di voi stanno anche maledicendo la scelta fatta per questa estate 2018. So cosa state facendo, o forse no, ma la cosa certa è che so cosa dovreste fare: ovunque sarete nelle prossime settimane, con chiunque passerete il mese di Agosto, qualsiasi cosa vi succederà o non vi succederà, voi dovrete leggere Chiamami Col Tuo Nome!

Chiamami Col Tuo Nome ve lo devo raccontare proprio bene, perché arrivati alla fine di questa recensione dovrete essere su Amazon ad acquistare il libro on-line o correre nella prima libreria che vi capita ed uscirne con una copia in mano. E non voglio sentirmi dire che avete visto il film e non vi ha convinto: il film non ha convinto neanche me, anzi, mi ha proprio deluso. Semplicemente non riproduce la storia del libro. Badate, a grandi linee il racconto è quello, ma la scelta degli attori è stata assolutamente sbagliata, la location distorta e spostata in un altro “dove”. Si sono persi la magia per strada, hanno mancato di portare l’eleganza, la delicatezza e l’intelligenza delle pagine del libro in quelle del copione. Quindi no, non curatevi del film e ascoltatemi. O meglio, leggetemi!

Chiamami Col Tuo Nome è una storia d’amore. È una storia di passione. Quel desiderio che incendia, che non ci fa respirare, che brucia in mezzo alle gambe, che piega le ginocchia e ci fa fare scintille quando finalmente ci si tocca ed il respiro ritorna. È la storia di un grandioso innamoramento mentale che ossessiona la testa, creando fantasie e sogni ad occhi aperti, occupando anarchicamente i pensieri, senza chiedere il permesso. È la storia di una conquista, di attese, silenzi e sguardi, di complicità ma anche di gioco di potere sull’altro. È una storia di bellezza, di poesia, di incanto, di talenti, di genialità.

Una storia di scoperta e soprattutto della conoscenza di sé, quindi una storia di paure e crescita. È una storia sul conoscersi e riconoscersi, di due ragazzi che si sono trovati e dell’insicurezza che si può provare quando si trova finalmente qualcuno. Una storia di fragilità e colpi di testa, di volontà e caparbietà, di desideri e silenzi, tanti silenzi, di parole non dette, pensieri non espressi, una storia forse di occasioni perse e di addii. Una storia di sentimenti violenti che fanno però più rumore delle urla. È una storia di labbra sfiorate, baci rubati che poi diventano profondi, di lingue che si esplorano, corpi che si cercano, bacini che si desiderano contro un muro di un vicolo sotto il chiaro di luna o nella calura di un afoso pomeriggio di Agosto.

Di cosa racconta Chiamami Col Tuo Nome?! Di estate e di vita, di appuntamenti notturni e speranze infrante, di tuffi dagli scogli e tuffi al cuore, di bagni in mare e corse in bicicletta nei campi, di giornate assolate e pomeriggi annoiati, di tende di cotone che svolazzano stanche, di sensi di colpa e ripensamenti. Di colazioni e pranzi in giardino, di pelle tirata dal sole e segni del costume, di libri e poesie letti ad alta voce, di feste di paese e città eterne, dello schizzarsi con l’acqua, di capanni e campi da tennis, delle mani che si accarezzano e di piedi che si toccano, del chiasso degli anni ottanta e del silenzio post-pranzo ovattato. Di frutta fresca mangiata a morsi, di hit estive radiofoniche e melodie al pianoforte, di dediche e confessioni, di salsedine tra i capelli, di pisolini pomeridiani al fresco della propria camera in ombra, di frinire di cicale e costumi ad asciugare al sole, e sì anche di (omo?)sessualità. Ecco di cosa racconta.

Mi è servito tanto tempo per iniziare a scrivere di Chiamami Col Tuo Nome. La solita ansia da prestazione in cui vorrei essere sicura di trasmettere tutto l’entusiasmo e le emozioni provate senza sapere esattamente da dove partire. E quindi mi ero bloccata. Ma Andrè Aciman è stato davvero davvero sensazionale nello scrivere questo libro e voi non potete non leggerlo!

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