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COMPAGNO DI SBRONZE. Prime volte da rifare.

Ricominciare a scrivere è come iniziare di nuovo a correre dopo un lungo periodo di pausa. Uno sforzo pieno di desiderio e paura, rifiuto ed energia. Sapere che oltre lo scoglio psicofisico c’è ad attendere il piacere più intenso. Godersi le solite ritualità senza farsi spaventare dalla fatica a cui si sta andando incontro, ricominciare poco per volta dalle piccole lunghezze senza voler stra-fare tutto subito, ascoltare attenti il respiro senza però dimenticare le gambe. La mente ed il corpo. Ma sopratutto avere ben chiaro in testa l’obbiettivo: ricominciare. Quindi ricominciamo!

Di Buwkoski non avevo mai letto nulla, così senza una motivazione precisa, come capita con tante cose nella vita; nel mio caso, per esempio, non essere mai stata a Madrid – io che viaggio in lungo ed in largo, o non aver mai visto Lost – io che guardo un’infinità di serie TV: così, per caso, non avevo mai letto niente di Bukowski. Ma nel mio ultimo vagabondare in libreria mi ci sono imbattuta e, complice una pagina bellissima sulle frasi di Bukowski che seguo su un social, ho deciso che era arrivato il momento mio e di Charles.

Compagno Di Sbronze mi ha attratto per il titolo e la quarta di copertina che lo descriveva come l’emblema “dell’anticonformismo californiano”: se dobbiamo ballare, balliamo con il miglior ballerino, no?! E allora avanti con il libro Compagno Di Sbronze! In realtà ho poi scoperto essere una raccolta di racconti di cui non sono una grande fan, ma vabbè.

Charles, poeta del secolo scorso, è effettivamente uno scrittore potente e tagliente, bravo con le parole e ancor di più con i mondi di immagini, e soprattutto stati d’animo, che è capace di costruire con loro. Bukowski è un signor scrittore, ovviamente non certo perché lo dica io ma permettete anche ad una Bionda – Che Legge – di confermare la cosa. Scrive egregiamente! Un mago delle parole che però, a mio avviso, ha scelto le magie sbagliate. Un cuoco che decide di cucinare usando ottimi ingredienti per una ricetta dal dubbio risultato e difficile al palato. Non di mio gusto, se non altro.

In Compagno Di Sbronze, le sbronze, appunto, sono il fil rouge che accompagnano sempre i protagonisti dei venti racconti. Racconti tutti slegati tra loro ma accomunati dalle ubriacature, dai postumi della sbornia e soprattutto dalla violenza, che fa quasi sempre da contorno e vero contesto di ciascun racconto. Storie di violenze domestiche, violenze gratuite, violenze omofobe, violenze ignoranti e soprattutto quasi tutte violenze senza senso, come spesso le stesse sbronze prese.

Ma anche tanto sesso: sesso grottesco, sesso sporco di uno sporco sporchissimo che mi dava fastidio leggerlo, sesso vuoto come i personaggi che lo fanno, personaggi brutti e abbrutiti sia fisicamente che personalmente; e poi stupri, sevizie, pedofilia, sodomia, assassinii. Una violenza delle azioni raccontata egregiamente con la potenza delle parole e la capacità di Bukowski di far entrare il lettore all’interno della scena, immedesimarsi nel racconto, viverlo, annusarlo acre nelle narici, sentirlo sulla pelle come un rasoio pronto a tagliare e duro nello stomaco come un pugno, questa è la sua bravura. Ma il libro non mi è piaciuto. E’ stato troppo di tante cose che non mi piacciono: troppo violento, troppo pieno di personaggi prepotenti e deviati, troppo sgraziato, troppo allucinante. Un libro indigesto, un libro che sa di bile rancida quando mi aspettavo, al massimo, un’aranciata amara.

Ma si sa, spesso le prime impressioni non sono da tenere in considerazione. Gli esordi impacciati di quando si conosce qualcuno per la prima volta e si hanno uscite imbarazzanti senza sapere perché, i primi baci con troppa saliva o troppa poca passione (o entrambe le cose), quella compagna di classe che il primo giorno delle superiori sembra arrogante e prepotente e ora dell’ultimo giorno della quinta è a tutti gli effetti la tua migliore amica (nonostante la sua arroganza e prepotenza!), o quando ci si cimenta in cucina per la prima volta ma poi si deve correggere tutto.

Insomma, quello che ho imparato è che le persone non vanno giudicate dalla prima impressione, i ragazzi dai primi baci, le amiche dal primo giorno di scuola, né ci si deve fermare davanti al primo piatto cucinato uscito non benissimo. Così anche per gli artisti: se uno scrittore è bravo potrebbe aver scritto anche alcuni libri non brillantissimi, ma sempre bravo resta. E così io Compagno Di Sbronze lo boccio ma prima di bocciare Charles Bukowski leggerò un suo romanzo e una sua raccolta di poesie, poi deciderò se questa prima volta era davvero da rifare.

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