Categories i Contemporanei Stranieri, In&Out, Libri IN

LE HO MAI PARLATO DEL VENTO DEL NORD. Innamorarsi dell’amore.

Noi ragazze siamo bravissime ad innamorarci di storie impossibili. E questo credo sia una combinazione di diversi fattori: siamo cresciute con Cenerentola e Pretty Woman come punti di riferimento romantici, abbiamo tifato per Big nonostante tutto e tutti, sempre e comunque (anche quando c’era quel bonazzo di Aiden che era innamorato perso di Carry, noi no! La volevamo vedere tornare nel vortice malsano di amore travolgente ma tossico che aveva con Big!); abbiamo sempre creduto ad ogni singola parola che Brook diceva a Ridge ogni volta che si rimettevano insieme pur sapendo che anche quella volta qualcosa non avrebbe funzionato. E’ stato scientificamente dimostrato che l’emisfero destro del cervello femminile – quello “poetico” – sia quello più sviluppato e questo ci porta a fare dei lavoretti di fantasia che teniamo gelosamente custoditi nella profondità dei nostri cuori ma che, se mai raccontati, potrebbero far impallidire Walt Disney per quanto romanticismo creativo ci mettiamo nel decorare la realtà. Tutto questo ci ha portato a credere che la potenza dell’amore sia il fine ultimo nel nostro innamorarci.

Perché alla fine di questo di tratta: siamo innamorati dell’idea dell’innamoramento. Vogliamo essere scelti, vedere in essere quella potenza che smuove le montagne e vederla messa in atto per noi, sogniamo che si scatenino guerre decennali nel nostro nome (e che poi ci tocca studiare a scuola durante le ore di Epica) e bramiamo quel pizzico di follia che porta uomini e donne a fare le pazzie più impensate pur di sfiorare le labbra dell’altro. Battiato ci ha insegnato che il nostro uomo ci dovrebbe proteggere e soprattutto salvarci dalla malinconia. Mia ci ha spiegato invece che lui era diverso, unico nell’universo, nonostante non ruotasse mai intorno a lei (e qui a nessuna si è accesa una lampadina..). Ci siamo emozionate ad ascoltare Giuliano a cui tremava la voce mentre cantava (in bilico) augurandosi che quell’estate non finisse mai. Max cantava la sua canzone d’amore per farsi ricordare da lei e per farla addormentare. Io, per quello che mi riguarda, sono certa di essere stata profondamente segnata da Adriano e dalle quelle prime maledette 50 parole che, nonostante l’esordio furbetto, in me hanno stravolto e definito per sempre il significato della parola “innamorarsi”.

Io non so parlar d’amore
L’emozione non ha voce
E mi manca un po’ il respiro
Se ci sei c’è troppa luce
La mia anima si spande
Come musica d’estate
Poi la voglia sai mi prende
E mi accende con i baci tuoi.

E così eccoci qui, in questa estate 2017, pronti con le creme solari appena comprate e il costume già in valigia. E se questo mio sproloquio vi ha fatto venire il disperato desiderio di leggere un libro sull’innamorarsi dell’amore, ecco che Le Ho Mai Raccontato Del Vento Del Nord fa al caso vostro: leggero, velocissimo, fresco, scritto con decoro e soprattutto con ironia! Una storia moderna ma anche d’altri tempi: uno scambio di email tra sconosciuti che non si sono mai visti ma che si innamorano unicamente attraverso le parole, le mie più care amiche, senza essersi mai toccati. Un amore che nasce e cresce al di là dei 5 sensi, un trovarsi celebrale al di là dello sfiorarsi, portando il lettore a credere ancora una volta che la potenza dell’amore possa cambiare tutto, possa stravolgere ogni cosa solo per la convinzione di aver trovato l’altra metà della mela.

Una passione molto lontana da come la vivo io: in me si scatena con la chimica felina di due persone che si riconoscono annusandosi ma che si innamorano conoscendosi e godendosi nella quotidianità. In questo caso però il loro trovarsi è immediatamente spostato sul piano immaginario, sulla convinzione (basata, a dir la verità, non si capisce bene su cosa) di essere l’uno per l’altra. Un riconoscersi teorico che, con il mio essere terribilmente razionale mi sono data questa spiegazione, lascia così molto spazio ai ricami romantici e fantasiosi su cui i due protagonisti riescono addirittura ad imbastire questa bizzarra storia d’amore. Un libro da sotto l’ombrellone, senza troppe pretese se non quello di ricordarci com’è il movimento leggero di un battito di ali nello stomaco quando meno te lo aspetti, quando hai già settato la tua vita sotto tutti i punti di vista per poi scontrarti con l’innamorarsi dell’amore, il volere ciò che non si può avere ma che forse si desidera. Vedere ancora una volta quell’amore che “move il sole e l’altre stelle”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *