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Il Potere Del Cane. Plata o plomo.

Non credo di essere l’unica a vivere “il lutto post libro”: quel periodo di tempo in cui continui a tornare col pensiero ai personaggi, alla storia, all’ambientazione, agli intrighi, al ritmo e al contesto a cui il libro ti aveva abituato. Ho sempre avuto problemi col distacco, ma questo è un altro discorso.

Così, nel bel mezzo di una riunione, ti chiedi come stiano i protagonisti, quali altre avventure stiano vivendo; se il libro è ambientato a New York ti ritrovi a vagabondare per Mulberry Street con un caffè da asporto tra le mani; se invece è nella nobiltà italiana del ‘800, ricominci a parlare con linguaggio aulico dandoti un certo tono; dopo aver finito Il Signore Delle Mosche ho continuato a sentire ansia e a guardarmi alle spalle mentre mi mettevo uno strato extra di crema idratante sul viso così da evitare l’effetto “pelle incartapecorita dal sole che picchia su un isola sperduta”. Era Dicembre. Ero a Milano.

Ovviamente soffro della stessa sindrome anche per le serie televisive, che sgranocchio più o meno quasi quanto i libri. E qui arriviamo al punto: Narcos. Fighissima serie di questo periodo, che se non sapete di cosa parlo, chiudete immediatamente il computer, spegnete il cellulare e andate a guardarvela subito. Perché se vi è piaciuto Narcos, ed entrambe le serie le avete bevute come uno shottino di rhum e pera, non può non mancarvi il sudore impolverato del Centro America, la vista della giungla e delle piantagioni di coca, la perenne lotta tra guardie e ladri (o spacciatori). Vi sarete fatti abbindolare dal lusso sfrenato ed il cinismo spietato di Pablo e dei trafficanti di droga. Le donne bellissime con le quali avere storie impossibili. L’incertezza del non sapere da che parte stare, perché sai che El Padron del cartello in teoria è il male supremo di tutta la società occidentale mentre la DEA americana, sempre in teoria, è il bene.. ma inspiegabilmente, in perfetto stile delle serie televisive degli ultimi anni, continui a fare il tifo per i cattivi. Ecco, se avete amato tutte queste cose, allora questo è il libro giusto!

Il Potere Del Cane gira in casa nostra da anni, era  lì che mi guardava dalla libreria, appartenendo però ad un genere che non era il mio genere. Non ero convinta. Avevo timore fosse troppo “boom boom bang bang” e poco intreccio. Dubitavo mi piacesse quel tipo di storia  e che ne potessi essere rapita. Ogni tanto ci spaventano cose che non conosciamo e passiamo il tempo a cercare il coraggio per fare quel primo passo per affrontarle. Poi, una volta fatto, scopriamo che, non solo era meno difficoltoso del previsto ma anche che il nuovo percorso ci è super famigliare e ci piace proprio un bel po’. Quindi sono stata convinta, mi sono convinta, ho tappato il naso e mi sono buttata. E per fortuna che l’ho fatto!

Noi siamo i limiti di noi stessi. Lo dico sempre.

Il Potere del Cane è così incalzante che non si riesce a staccare il naso dal libro per tutte le 700 pagine. Avvincente, scritto bene ed in modo semplice, scorrevole. Niente paroloni, niente filosofia, niente seconde interpretazioni “You get what you see”. Molto americano, molto “entertainment”. 700 pagine di inseguimenti, giochi e doppi giochi, bamba ed eroina a fiumi. Killer, sicari, prostitute, alcolizzati, poliziotti, spacciatori e preti. Prostitute che si innamorano dei preti ma stanno con gli spacciatori e vengono salvate da sicari alcolizzati. Una storia così ma molto meglio! Famiglie messicane di narcotrafficanti con mogli, figli, fratelli, cugini, nipoti bisnipoti. Chi più ne ha più ne metta. E ancora giochi e doppi giochi. Colpi di testa, lezioni esemplari e vendette a regola d’arte. Tanti torti e tante vendette. Sparatorie, spie e microspie, contro-spie e fughe. Amori e amanti. Traffico di droga, armi e soldi. Molti molti soldi. Soldi e tanti cadaveri. Così, tanto per tenere sempre tutti sul pezzo e ricordare a tutti chi è El Padron. Plata o plomo, no?! Giri di denaro sporco che poi viene ripulito per essere risporcato e ripulito di nuovo ogni volta che passa di mano in mano, ma le mani sono poi sempre quelle, che si lavano e sostengono a vicenda. “Mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano.” Tanto da arrivare a capire che alla fine i buoni, non sono poi così buoni e che i cattivi non sono poi così cattivi ma che tutti si sporcano e diventano altro da sé quando si tratta di soldi e potere. Tanto potere. Il Potere del Cane.

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