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IT. Molto più di Pennywise.


Quando qualcuno mi suggerisce un libro mi rende la persona più felice del mondo, lo dico sempre. Quando lo fa un amico ancora di più, ripeto sempre anche questo.
Quando però un amico mi regala IT mi blocco e ci metto 2 anni per trovare il coraggio per iniziarlo.

No, l’horror non è assolutamente il mio genere; No, non ho mai visto per intero il film ma ricordo qualche scena da panico; Si, oltre 900 pagine di un libro horror da cui hanno tratto un film da panico non sono esattamente una passeggiata.

Però, questo Amico non ha mai sbagliato un consiglio sulle mie letture, figuriamoci in questo caso!

IT è stato un bel libro, non mi ha spaventato, forse un po’ schifato in qualche passaggio, ma non ho sognato pompon arancioni e risatine dai tombini negli ultimi 10 giorni. Però ecco, la svolta credo sia stata averlo letto di giorno, sotto il sole, in spiaggia o su un prato in mezzo alla spensierata gente in vacanza! Quello ha aiutato sicuramente.

Stephen King è un autore molto furbo, capace di intrecciare un intreccio davvero a regola d’arte. Perché la verità è che come trama è piuttosto piatta se non addirittura poco credibile – per una come me. Però l’aspetto davvero interessante del libro sono le storie dei protagonisti, il loro passato ed il loro presente e come vengono rimandate tra passato e presente in modo da farti stare attaccata al libro senza via di scampo. Altro che Pennywise. Temi come l’amicizia, la crescita, le ferite da bambini e quelle da adulti, l’amore, la fiducia in sé stessi e negli altri sono il vero nocciolo del libro e sono quello che mi è piaciuto davvero.

A titolo di cronaca: col cavolo che guarderò il film! Tanto so già come va a finire e non ho il coraggio 😁😅😆

Grazie a Luca, Amico di sempre e consigliere ufficiale di libri.

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