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Le Città Invisibili. Meglio il Barone Rampante.

Quando ero piccola ho letto Il Barone Rampante che diventò immediatamente uno dei miei libri preferiti. Era un’estate a Cesenatico con la mia famiglia, zii, cugini, bagni, passeggiate serali sul lungo mare, sale giochi e ginocchia sbucciate. Io non mi staccavo da quel libro.

Di Italo Calvino lessi tutta la Trilogia Araldica ( Il Visconte Dimezzato, Il Cavaliere Inesistente)  Marcovaldo, Le Cosmicomiche; di questi non mi ricordo però un gran chè e come scrittore mi conquistò del tutto con Se Una Notte Di Inverno Un Viaggiatore. Altro libro spettacolare.

Quindi ogni tanto come coccola, trovo leggere Italo Calvino sempre una buona scelta. Perchè una delle cose che ho imparato come lettrice è che quando trovi un libro che ti piace, non serve impazzire a cercare altri libri dello stesso genere che magari ti possono piacere altrettanto. Alle volte serve solo continuare a leggere lo stesso autore: se ti è piaciuto una volta, probabilmente ti farà emozionare ancora.

E’ come quando trovi un ragazzo che ti piace: ti fa ridere, è intelligente, ha un bel modo di fare e delle labbra da farfalle nello stomaco. E quindi, se la prima uscita insieme a lui ci è piaciuta un bel po’, cosa facciamo? Ci mettiamo subito subito alla ricerca di un altro ragazzo – simile al primo ma diverso, che però ci piaccia allo stesso modo ma con altre caratteristiche- oppure chiediamo al primo ragazzo di portarci fuori di nuovo!?

Le Città Invisibili non mi ha fatto impazzire, ma ho ritrovato tra le sue pagine quell’eleganza rassicurante di Calvino. Le sue parole mi confortano, torno bambina con loro, torno a Cesenatico sotto quel ombrellone. Per questo continuerò sempre a leggere Calvino, perchè un bravo cuoco resta tale anche se non tutte le sue ciambelle escono con il buco.

Viaggi per rivivere il tuo passato? – era a questo punto la domanda del Kan, che poteva anche essere formulata così: – Viaggi per ritrovare il tuo futuro?
E la risposta di Marco: – L’altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.

Le Città Invisibili
Italo Calvino

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