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Henry&June. Inebriante Anaïs.

“Ho visto uomini dimenticare le belle donne che hanno posseduto, dimenticare le prostitute, e ricordare la prima donna che hanno idealizzato, la donna che non hanno mai potuto avere. La donna che ha suscitato il loro romanticismo riesce a trattenerli.”
Ed il fatto con Anaïs è che lei riesce ad essere entrambe: musa e puttana. Lei ammalia, incanta, fa ribollire il sangue nelle vene, ti fa bagnare, ti fa gemere, ti fa deprimere e mettere tutto in discussione. Ti esalta, ti incanta, ti inebria, ti scaraventa nel buio più profondo della tua anima, ti stimola intellettualmente e ti diverte portandoti al cabaret o al night. ti fa innamorare e poi odiare tutti, ti fa desiderare di essere sposato ed eternamente spirito libero.

Anaïs è tutto, ti fa desiderare tutto ed il contrario di tutto. Ed infine ti svuota e non ti fa capire nulla ma vorresti rifare tutto di nuovo. Con lei.

È una di quelle femmine magiche e feline, che risplendono di luce propria, che in un locale tutti si girano a guardarla appena entra;

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Henry&June

che ad una cena dice cose inebrianti tenendo banco, balla come una dea, si ubriaca con uno charme inaudito e scrive in modo intelligente. Quel genere di donna che io non sono e che ho sempre guardato incantata ed invidiosa.

Lei è così con tutti, uomini e donne, con Henry&June.
Il libro non è sicuramente tra i migliori che abbia mai letto, un po’ lento, un po’ ridondante, un po’ esasperante. Quello che però che ti fa continuare a leggere avidamente è la capacità della Nin di ricreare quella malata magia che legava Hanry&June: amore tossico, amore autodistruttivo, amore passionale. Quello che tutte una volta abbiamo vissuto e, se non l’abbiamo fatto, in cuor nostro un po’ lo rimpiangiamo.

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