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Vita. Imbrodato ma ben scritto.

VITA. Una ragazzina, una donna, una storia.

L’America.

Gli immigrati italiani.

L’amore viscerale, quello del riconoscersi dagli odori, quello primordiale. La fatica, la devozione, l’impegno. Ma anche gli errori, la carne debole e le fragilità degli esseri umani. Sapori di casa, tornare a casa o costruire casa laddove ora non c’è nulla se non il sogno del futuro.
Dire con facilità cosa ne penso di questo libro non è semplice, perché questo non è un libro semplice. Peró è scritto bene, molto bene.

Mi ha ricordato in tanti aspetti Cent’Anni di Solitudine, e solo dicendo questo direi che inconsciamente ho già deciso che mi è piaciuto.
Forse quello che mi ha confuso sono state le “intromissioni” alla storia principale tra Vita e Diamante; perché uno si appassiona a quella storia e vuole entrare in quel racconto. I flashback a flashforward che la Mazzucco mi ciccia dentro e che, a mio avviso, allungano solo il brodo senza dare troppo valore aggiunto al racconto, mi hanno annoiato ed infastidito.

Sei figa anche se il tuo libro è di 300 e non di 400 pagine, così a titolo di cronaca, da lettrice a scrittrice

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